L’Azienda elettrica ticinese (AET), sin dalla sua nascita nel 1958 ha svolto una preziosa attività a favore dell’economia ticinese e delle economie domestiche garantendo un approvvigionamento sicuro e a prezzi ragionevoli. Il Gran Consiglio ha garantito le condizioni quadro necessarie allo svolgimento di questi compiti. È grazie al Gran Consiglio e alla sua commissione energia, se ha potuto superare anche le difficoltà degli anni Novanta derivanti da una gestione speculativa che si allontanava dai fondamentali compiti istituzionali. La buona esperienza sul ruolo del GC aveva perfino permesso di concordare, con il Consiglio di amministrazione e la direzione di AET, nuove forme di controllo, costituendo ad esempio la commissione del controllo del mandato pubblico, una commissione che garantiva un controllo concomitante, che si aggiungeva all’approvazione da parte della commissione energia e del GC del rapporto di attività e dei conti dell’azienda. Tutte queste forme avevano il pregio di consentire a AET di svolgere senza intralci burocratici o politici la propria attività e nel contempo di disporre di un controllo pubblico e democratico. Nei prossimi anni AET sarà chiamata a svolgere compiti ancora più importanti, dovuti sia alla liberalizzazione parziale del mercato dell’energia elettrica, sia alle riversioni dei grandi impianti della Maggia e della Blenio. Mal si comprende pertanto la proposta del CdS avallata dalla maggioranza della commissione energia di ridurre drasticamente i compiti del GC, della commissione energia e della commissione del controllo del mandato pubblico. Proprio le nuova sfide avrebbero dovuto motivare il mantenimento di questo ruolo fondamentale. Diego Scacchi, presidente - tel. 091 743.39.66 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Graziano Pestoni, segretario - tel. 079 456 99 44 – e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questa proposta è genericamente motivata con la necessità di accordare a AET più libertà di azione. Libertà di azione tuttavia già esistente. La proposta è pertanto inutile. Ma è anche dannosa, poiché priva il GC di un importante strumento inteso a garantire anche in futuro il ruolo pubblico fondamentale di AET. L’Associazione per la difesa del servizio pubblico esprime pertanto un vivo rammarico per questa scelta, in manifesto contrasto con un vero servizio pubblico, democratico e trasparente e auspica che il GC respinga questa modifica.